i nostri hobby e i ricordi della marina

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 Modello Fregata Margottini (G.Parodi)

lung.110 cm mat.vario 

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Guido Parodi 4° in basso DX Mariguerra Livorno 1968 

"Battesimo del mare "

Com.te Stefano Giacobbe

Piero Spotorno e Mario Traversi

Maridepo La Spezia 1951

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II Uff.Federico Costa 1970.jpg
Com.Stefano Giacobbe Vice .Com. Franca C. 1971
Madonna della Guardia
Com.Stefano Giacobbe Secondo Ufficiale Federico C.1970
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Stefano Giacobbe Nave Servizio Fari Buffoluto 1961
SUPER ROCCO
Bruzzone
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Com. Enrico Devercelli C.P. Genova 1982
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Giovanni Amenduni La Spezia 1960
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Giovanni Amenduni Dragamine Tellina 1960

Franca Lai Spotorno & Vallerga in:"Maniman"

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IIl nostro Presidente Dario Gatti Marinaio 1971
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IIl nostro Presidente Dario Gatti Sergente 1972
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La nostra Consigliera Nadia Ciufegni in visita su Nave Scirocco

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La Crociera di Rocco Bruzzone del 61
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Socio Rivella Oscar Nave Albatros  - 1983 

Aliseo F574 -1984

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Socio Dr. Prof. De Gasperis Carlo Nave Corsaro 1963

Dal Socio CLC Stefano Giacobbe

Newsletter di cultura di terra e di mare

 

Suez , la storia si ripete.

Non vogliamo ripercorrere gli episodi che hanno coinvolto questa fondamentale via di traffico del commercio mondiale , ma fare alcune riflessioni sull’incaglio della portacontanitori Ever Given del

23 marzo 2021, una bigship da oltre 20.000 cassoni,

400 m  di lunghezza 25 m di altezza dalla marca.

Siamo nell’eera della sostenibilità ambientale e industriale, come? Con questi ecomostri claustrofobici e affetti da  blind zone,  per cui dal ponte nei canali e nei passaggi stretti non vedi nulla. In mare aperto con tempo cattivo perdi i container ...(Altrochè automazione navale, devi impugnare il timone e sperare che vada bene. Pubblichiamo una lettera del prof. Sannino .

 

Incaglio dell’Ever Given della società Evergreen Marine di Taiwan

 

Caro Decio   di certo hai molte più notizie sullo sconcertante incaglio della megaportacontainers Ever Given della Evergreen che ha assorbì, tempo fa, il nostro Lloyd Triestino. L’armatore, il giapponese Shoei Kisen Kaisha ha chiesto scusa per il grave incidente, ma i danni di vario tipo sembrano ingenti.

L’incaglio è avvenuto a circa 1 miglio dall’ingresso del Canale di Suez, bocca sud. E’ stato detto che un colpo di vento Shamal, peraltro sabbioso, ha investito la nave. Ma pilota e Com.te non si possono far sorprendere da un vento tipico della zona! E allora, perché l’incidente? Ho chiesto a due amici, un ex Direttore di Macchina ed un ex Comandante della Evergreen, già mio alunno al Nautico nel 1974.

DUE IPOTESI. Se ho capito bene. Il comando con il pilota hanno voluto forzare il passaggio in presenza di forte vento senza far sosta ad un pier lungo il canale. Una nave come la Ever Given di lunghezza 400 metri ed altezza fuori acqua di circa 25 metri presenta una superficie velica di circa 10.000 mq. Con vento al traverso di 24 nodi subisce una spinta di 10x10.000 kg. = a 100 tonnellate. Se procede ad una velocità di circa 10 nodi riesce a governare; in caso contrario no! Ed il canale in quel punto è largo meno di 200 metri.

L’ipotesi più probabile è che si sia voluto continuare a usare il fuel (che ha bisogno di essere riscaldato a circa 130° C.) invece di passare al più affidabile diesel (un po’ più costoso); l’uso del fuel può produrre blocchi (black out). Sarebbe una leggerezza quasi impensabile ma non estranea ad una realtà operativa priva di adeguato senso etico. Una leggerezza dai costi enormi!

Quando si dice che certe attività, certe professioni, comportano elevate responsabilità!

Silvestro Sannino

 

Le ultime notizie affermano che l’ecomostro è tornarta in assetto  togliendosi  da una terribile situazione  che siamo sicuri farà scuola e farà meditare armatori e costruttori.  (DL )

 Caro Decio  purtroppo ti devo comunicare che il convegno pubblico a palazzo San Giorgio sulle navi sequestrate in Messico durante la seconda guerra mondiale è stato rinviato. L'Autorità Portuale ci ha comunicato che il nuovo dpcm prevede che i convegni si possano tenere solo dopo il primo luglio. Lo faremo in autunno quando saremo sicuri che non ci saranno brutte sorprese. Tuttavia il 3 maggio i relatori leggeranno i loro interventi nella sala del Capitano che verranno videoregistrati. Il video verrà inserito nel sito dell'Autorità Portuale e su altre piattaforme. Inoltre abbiamo prodotto un documentario di circa 25 minuti con immagini inedite dell'epoca e lo abbiamo messo su dvd. Al più presto te ne farò avere una copia. Anche il documentario verrà messo su Internet (Youtube e altre piattaforme. Cosicché il professor Balistreri e tutti gli interessati potranno vederlo.

Grazie ancora per il prezioso aiuto che mi hai fornito

Caro Decio , anche questa volta mi giungono da te notizie e storie di alto livello e di grande interesse. Mi dispiace non poter partecipare di persona al Convegno del giornalista Cerboncini, ma vorrei sapere se è possibile partecipare a distanza via web in modalità “conference call”. Il mio interesse è dovuto al fatto che mio padre Pasquale Balestrieri, capitano marittimo della flotta Lauro, fu uno di 300 prigionieri del Forte di Perota. Egli si trovava come ufficiale di coperta sulla M/n FEDE di Achille Lauro, era partito dall’Italia per caricare petrolio in Messico e il viaggio di ritorno fu interrotto dallo scoppio della guerra. Dopo una lunga sosta nel porto di Tampico (Messico), gli equipaggi di tutte le navi italiane e tedesche che si trovavano in porto

furono schedati e il Messico, diventando alleato degli USA, requisì le navi e trasferì gli equipaggi come prigionieri nel Forte di Perota. Solo dopo qualche anno gli Italiani furono liberati concedendogli alcuni diritti civili. Alcuni di loro trovarono lavoro a Città del Messico (mio padre si attivò come rappresentante di commercio), altri si sposarono con messicane, alcuni della penisola sorrentina misero su una serie di alberghi. Verso la fine della guerra mio padre riuscì a collegarsi con un fratello, ingegnere della Colgate Palmolive a New Jersey, questi per vie diplomatiche ottenne il trasferimento del fratello Pasquale negli USA a casa sua e da lì, dopo l’armistizio e verso il 1946, via mare con la M/n COSTITUTION arrivò a Napoli. E fu cosi che a 7 anni conobbi mio padre che mi aveva appena visto nascere! In allegato avevo messo un documento di miopadre che ho conservato.

Ti prego di porgere a mio nome i migliori sensi di stima e i ringraziamenti al tuo collega giornalista Renzo Cerboncini.

Un abbraccio da un vecchio amico, sinceramente

Roberto Balestrieri